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Senigallia, povero italiano cacciato dalla Caritas: “Io devo andare via, ai rom danno il Takeaway”



Un’altra storia di razzismo e di discriminazione contro i poveri italiani. Il signor Roberto cacciato dal centro di accoglienza Caritas e agli zingari concedono il Takeaway. Grazie alla generosità dei suoi concittadini di Senigallia non è finito in mezzo alla strada.

SENIGALLIA – Takeaway dei rom alla mensa della Caritas ma per Roberto Beretta nessuna proroga. Ieri mattina ha dovuto lasciare il centro di accoglienza e, se non è finito in mezzo ad una strada, è stato grazie alla generosità di alcuni senigalliesi. «Sono arrabbiato – racconta l’ex pescatore – devo ricominciare a girare. Alla Caritas mi hanno dato ospitalità fino al 9 gennaio poi sono dovuto andare via perché non mi hanno prorogato la permanenza. Se ho un tetto sotto cui vivere lo devo ad un signore che mi ha messo a disposizione una stanza per tre mesi e ad alcuni amici che mi aiutano a pagare i 250 euro al mese che mi ha chiesto».

Una scena è rimasta impressa nella sua mente alla Caritas. «Ho visto arrivare dei rom che prendono da mangiare e se lo portano via – prosegue – e sanno tutti che non sono residenti in città eppure li aiutano, io che non ho la residenza mi devo arrangiare. Se non fosse stato per la generosità di alcuni senigalliesi ora sarei su una panchina al gelo. Poi quando sei morto piangono ma prima nemmeno ti vedono. Non merito questa vita. Sono stanco». Alla Caritas ci sono dei periodi di accoglienza che non possono essere superati e inoltre l’ex pescatore non ha la residenza a Senigallia.

Salvo imprevisti gli verrà prorogata a Mondolfo dove aveva svolto il suo ultimo lavoro da badante. «Noi lo abbiamo accolto preavvisando tutti che sarebbe stato a termine – spiega Giovanni Bomprezzi, presidente della Fondazione Caritas – anche per colpa degli imminenti lavori. I servizi sociali di Mondolfo si sono comunque attivati».



Con fonte Corriere Adriatico

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