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Terremoto in Sicilia: indagato per concorso in corruzione il governatore Rosario Crocetta






Arriva fino al governatore della Sicilia Rosario Crocetta l’inchiesta che ha coinvolto la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari. L’accusa contro il presidente della Regione è di concorso in corruzione. L’indagine ribattezzata “Mare monstrum” punta a far luce su un giro di mazzette attorno all’affare del trasporto marittimo ed è culminata nell’arresto dell’armatore Ettore Morace, del deputato Mimmo Fazio e di un funzionario regionale, oltre appunto all’iscrizione nel registro degli indagati della Vicari, sospettata di aver fatto ottenere a Morace l’approvazione di un emendamento assai favorevole alla legge di stabilità (riduzione dell’imposta d’Idal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci) in cambio di un orologio Rolex. “Sono molto sereno, se ci dovesse essere la convocazione sarò lieto di rispondere alle domande dei magistrati”, ha commentato Crocetta.

Non tremano solo il governo e la Regione, ma le stesse istituzioni siciliane. Trapani infatti deve rinnovare il suo Consiglio comunale e scegliere il nuovo sindaco il prossimo giugno. “Il terremoto giudiziario che investe la città di Trapani ripropone un serio e preoccupante problema che va al di là della specifica vicenda.

Procedere a carico di candidati il giorno dopo la formale presentazione delle liste, e quindi nel massimo della loro esposizione mediatica, non contribuisce in maniera inesorabile a delegittimare le Istituzioni?”, chiede Nello Musumeci, leader dell’opposizione all’Assemblea regionale siciliana che aggiunge: “Non si può ottenere lo stesso risultato di tutela della legalità senza creare smarrimento e turbamento nel corpo elettorale,
chiamato a scegliere i propri rappresentanti?”. “A Trapani vanno assicurate elezioni democratiche, con tutte le forze politiche nella pari condizione di affrontare il confronto.

Con fonte Libero Quotidiano

redazione riscatto nazionale.it

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