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Il codice Ong è una presa in giro: non è cambiato nulla, l’invasione continua senza sosta






Dopo il rifiuto da parte della nave di Medici senza frontiere, che non ha accettato il Codice di condotta delle Ong, appare evidente di quale presa in giro si stia in realtà parlando: l’imbarcazione è infatti stata fatta entrare nelle acque italiane e i clandestini sono stati trasbordati su unità della Marina militare, che li hanno traghettati come al solito nei nostri porti. Di fatto -scrive Il Populista– non è cambiato nulla, e questa farsa contribuisce ad infiammare ancora di più lo scontro politico. Minniti ha palesemente fallito, Alfano è ormai un caso da “Chi l’ha visto?” ed emergono divergenze anche tra il titolare degli Interni e il collega Delrio. Tutto questo in una giornata, quella di domenica, che ha fatto registrare un nuovo intervento della Guardia costiera libica, la quale ha riportato indietro una carretta con 139 persone, sebbene continui il braccio di ferro sulla missione navale italiana: “Un’aggressione alla nostra sovranità”, per la Camera di Tobruk.

Mentre l’Italia viene trattata come uno straccio per le scarpe dalla Libia, Minniti finge di fare la voce grossa come ordinatogli da padron Renzi, terrorizzato dai sondaggi che danno il Pd in caduta libera e Salvini sempre più al comando nelle preferenze degli italiani: “Chi non ha firmato il Codice di condotta non potrà far parte del sistema di salvataggio che risponde all’Italia” ha detto il ministro, anche se come si è visto tutto continua esattamente come prima. La nave “Prudence” di Medici senza frontiere – Ong che non ha sottoscritto il documento – sabato sera infatti non è entrata nelle acque territoriali italiane per trasbordare i 127 immigrati che aveva a bordo, ma si è semplicemente fermata a 33 miglia da Lampedusa e qui è avvenuto il trasferimento su due motovedette della Guardia costiera.

In pratica si tratta della medesima procedura attuata molte altre volte in passato, tant’è che la stessa Msf ha precisato che “tutto si è svolto in modo regolare. Noi continuiamo a lavorare, a stare in mare per salvare persone. Se ci sono nuove modalità operative, ci adatteremo“. Uno dei due punti del Codice contestati da Msf – oltre a consentire la presenza a bordo di poliziotti armati – è proprio quello secondo cui le navi di soccorso devono concludere la loro operazione sbarcando i naufraghi nel porto sicuro di destinazione, e non trasferendoli su altre navi. Non firmando il Codice, però, e di fatto non potendo accedere ai porti italiani, il trasbordo dei clandestini in alto mare diventa inevitabile. Si tratta di un risultato che alcuni definiscono “paradossale”: in pratica, non è cambiato nulla.

Con fonte Il Populista

redazione riscatto nazionale.it

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