Genova, islamico vuole far tacere le campane: la Curia lo accontenta ma scoppia la rivolta dei parrocchiani

Prove di sottomissione islamica a A Sampierdarena, una cittadina in provincia di Genova. Un immigrato islamico col suo avvocato, anch’esso un islamico, vuole far tacere le campane della chiesa del Santissimo Sacramento. La curia vergognosa e sottomessa lo accontenta, ma scoppia la rivolta dei cittadini.

Genova – «Giù le mani dalle nostre campane, hanno provato a togliercele e non ci sono riusciti : ma le difenderemo». A Sampierdarena, centinaia di persone sono scese in campo per difendere i rintocchi del campanile della “loro” chiesa, minacciati da una guerra a colpi di carte bollate che, per qualche giorno, era riuscita a zittirle.

«Prima di Natale abbiamo ricevuto la lettera di un avvocato che, a nome del suo cliente, intimava di fermare il suono delle campane della chiesa del Santissimo Sacramento perché sarebbero state troppo rumorose – racconta don Michele De Santis, il cancelliere della Curia – così abbiamo consigliato al parroco di fermarle per consentire di capire se il problema fosse reale».

A Sampierdarena, allo scoccare di ogni ora, i rintocchi si alzano da più campanili: i principali sono quelli del Don Bosco e della Cella. Le campane della chiesa di via Luigi Carlo Farini, al contrario, sono appena cinque (i campanari insegnano che ne servono almeno 8 per fare un vero concerto) e di piccole dimensioni. Però, al Santissimo sacramento non battono le ore come gli altri: rintoccano le prime note di un canto religioso di adorazione eucaristica.

Chi lo vuol fare tacere? «Sappiamo che è uno straniero, un islamico, ma le perpetue della chiesa hanno detto che non lo sa neanche il prete, è tutto in Curia», racconta per primo Giuseppe Defendini, uno dei parrocchiani. E l’identikit prende forma nel racconto del quartiere. Un musulmano, comunque, che ha scelto un avvocato musulmano anche lui, così la Curia ha dato disposizioni che per giorni le campane fossero suonate solo prima e dopo al messa.

Come fonte Il Secolo XIX

redazione riscatto nazionale.net

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